Peschiera attraverso i secoli

Peschiera del Garda

E' uno dei paesi più caratteristici del Lago di Garda: si affaccia sulla bassa sponda veronese nel punto in cui le acque del Garda confluiscono nell'emissario Mincio ed è completamente circondata da canali. Il centro storico di Peschiera del Garda è delimitato dalla cinta muraria che ha modificato il percorso naturale del fiume.

Sotto gli Scaligeri

Nel Medioevo, Verona estende la sua dominazione al lago e a Peschiera che costituiva uno snodo strategico fondamentale per lo sbarramento del Mincio. Mastino della Scala inizia l'opera di fortificazione del centro di Peschiera: la Rocca fu costruita su preesistenti costruzioni romaniche e nel XV secolo la Fortezza risulta composta da un gruppo di abitazioni civili intorno alle quali erano le mura turrite disposte su cinque lati; nell'angolo meridionale, si trova la Rocchetta, detta poi Rocca.

Sotto la dominazione di Venezia

Nel 1439 Peschiera entra a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e a partire dal 1549, la fortezza assunse l'attuale forma pentagonale. La fortezza resta inalterata fino a quando Peschiera passa ai Francesi.

Sotto la dominazione francese

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia inizia la dominazione francese (1801-1814) viene dato un ruolo difensivo alla Fortezza di Peschiera e nasce il progetto per costruire un sistema di forti isolati nella campagna su posizioni dominanti che avviluppino la città a corona. Il progetto riesce ad essere attuato solo in parte e ancora oggi restano, come testimonianza dei forti napoleonici.

Sotto la dominazione austriaca

Nel 1815 Peschiera passa nelle mani degli Austriaci e i genieri dell'esercito di occupazione si impegnano al completamento delle opere iniziate dai francesi. Dal 1849 al 1864 gli Austriaci costruirono a Peschiera ben 14 forti esterni, alcuni dei quali ancora conservati, che componevano il "campo trincerato a forti distaccati", voluto da Radetzky. le mura ed i canali di Peschiera. A sud della fortezza si erge Forte Ardietti, capolavoro architettonico del "Quadrilatero asburgico", edificato dal 1853 al 1861. Peschiera fu scenario delle tre guerre d’indipendenza italiane, quello che chiamiamo Risorgimento e che segnarono l'inizio dell'unità nazionale. Carlo Alberto sarà acclamato dai suoi soldati Re d'Italia il 30 maggio 1848 in seguito alla resa della "Piazzaforte asburgica" più importante del leggendario Quadrilatero. I Piemontesi la restituiscono nuovamente agli Austriaci in forza dell'armistizio di Salasco del 9 agosto 1848. La costruzione della ferrovia nel 1854 determina la successiva urbanizzazione di Peschiera contenuta tra i binari e lungo il lago: sempre gli austriaci costruiscono il ponte ferroviario sul Mincio come opera militare, con i binari posti al livello superiore e la strada carrabile ed i camminamenti di controllo ad un livello inferiore (ex Setteponti distrutti con bombardamento aereo americano nel 1944).

Sotto il Regno d’Italia

Dopo il 1866, l'importanza strategica militare di Peschiera del Garda comincia a decadere e ha inizio la demolizione di molte delle opere costruite: oggi si conservano 7 dei 15 forti originari. Peschiera , nel suo nucleo originario è costruita all'interno di una rete di canali che poi confluiscono a formare il fiume Mincio. Queste canalizzazioni fanno parte della struttura difensiva della città fortificata e la rendono diversa da tutti gli altri paesi del lago. Attualmente gran parte delle mura sono visitabili essendo state abolite molte delle servitù militari.

Peschiera e il Leone Superbo

Se si esce all’esterno della Fortezza attraverso la porta Verona (del 1553)per osservare la bella facciata marmorea sulla quale campeggia il Leone di San Marco, distrutto dai Napoleonici si trova una scritta sulla trabeazione che dice "Disce haec moneat praecelsa leonis imago ne stimules veneti cev leo in hoste vigent" ( Questa eccelsa immagine del leone ti dissuada dal provocare i Veneti giacchè essi contro il nemico hanno il vigore del leone). La storia del Leone superbo di Peschiera nasce dal fatto che Napoleone Bonaparte fece scalpellare il leone marmoreo che campeggiava sulla porta, cancellando quasi completamente le sembianze del Superbo leone veneziano. Oggi lo stesso leone troneggia all’interno della sede Municipale, sopra le scale, e sia pur vilmente scalpellato, emana una forte dignità e potenza,non simbolo perdente ma simbolo della civiltà della Serenissima Repubblica di Venezia e dei valori eterni che hanno trasmesso Il Veneto e le città venete sia nel passato che nel presente. Il Lago di Garda è stato”ri-scoperto”dal grande poeta tedesco Wolfgang Goethe, che lo descrive nel suo” Viaggio in Italia”, ma da sempre c’è stato soprattutto da parte dei popoli mitteleuropei il piacere di soggiornare lungo le coste del Garda: la Corte asburgica,l’imperatore Francesco Giuseppe e la sua Sissi,soggiornarono spesso a Riva del Garda, Thomas Mann e suo fratello trascorsero giorni felici rimirando le luci e i colori dei tramonti sul Lago, Franz Kafka fu ospite … e come lui altri grandi artisti, scrittori, italiani,francesi ecc.